Home Calcio Due anni di duro lavoro, il DS Samele ripercorre le tappe della rinascita del Sambiase

Due anni di duro lavoro, il DS Samele ripercorre le tappe della rinascita del Sambiase

11 min. di lettura
0
0

I giochi sono fatti, le bocce sono ferme, il Sambiase torna in Eccellenza dopo due stagioni di purgatorio e lo fa grazie al lavoro messo in piedi da una triade di tutto rispetto: il DG Natalino, il DS Samele ed il tecnico Fanello. Una stagione incredibile, a tratti pazza, ma conclusa con la conquista dell’unico obiettivo prefissato, il salto di categoria. Inutile rimarcare i dieci punti persi nel finale a favore della Morrone, con le sconfitte di Roseto, Rossano e San Fili, i giallorossi hanno spazzato via i cattivi pensieri al minuto 123 dello spareggio contro la Stilese e la stagione è tornata ad essere dolcissima. Attraverso il proprio profilo social, il direttore sportivo Nicola Samele ha ripercorso tutte le tappe che hanno riportato la sua squadra nel massimo campionato regionale, dal giorno della sconfitta nel play out di Corigliano, alla festa di Cittanova. Senza dimenticare la felicità per il traguardo ottenuto dalla truppa Under 19 (Juniores), che si è laureata campione regionale, sconfiggendo il Bocale, nella finale di Catanzaro.

“Sono passati tre giorni e forse ancora non ho realizzato l’impresa che abbiamo compiuto, si, perché di impresa si tratta. Un successo frutto di due anni di duro lavoro, perché per me tutto iniziò al rientro in macchina da Corigliano dopo aver perso il play out per rimanere in eccellenza, da semplice tifoso e appassionato dissi la mia al futuro D.G. Natalino: “Bisogna ripartire da zero con i migliori giovani del comprensorio e si deve partire da un giovane allenatore che con il suo 4-3-3 fa giocare le giovanili della Vigor una meraviglia e che tra l’altro è un ex giocatore del Sambiase, Danilo Fanello”… qualche mese più in là accettai la proposta del presidente Putrino e nonostante avessi tanti altri impegni calcistici decisi di buttarmi a capofitto nell’avventura Sambiase, perché si sa, al cuor non si comanda. Accettai soprattutto perché nel frattempo quel mio suggerimento era stato ascoltato, Mr. Fanello era in parola con il Sambiase ma ancora non aveva firmato, e da lì a poco capii il perché. La retrocessione aveva distrutto tutto, erano rimasti solo i debiti, tanti debiti, a Sambiase non voleva venire a giocare nessuno ma con tanta caparbietà riuscimmo a tirare su una squadra di giovani locali con tanta voglia di emergere… così il Mister firmò e portò con se il mitico Prof. Veltri che aveva voglia di riscatto dopo esser stato tanto bistrattato altrove. Iniziammo il ritiro in ritardo rispetto a tutti gli altri, mancava ancora il preparatore dei portieri, sapevamo che il numero uno era un “certo” Gianluca Caravella ex portiere giallorosso che fino a poco tempo prima era stato a lavorare nei professionisti… ci proviamo dicemmo, ed ecco che anche lui non è riuscito a resistere al suo cuore e il giorno dopo era già in campo…dalle prime sedute d’allenamento già si capiva che stava per nascere qualcosa di importante, esercitazioni solo con la palla e niente salite in montagna. Ovviamente qualche cultore della vecchia scuola cominciava a storcere il naso e ricordo ancora benissimo la prima amichevole contro il Maida dopo pochi giorni di ritiro che perdemmo in casa e già le prime contestazioni a mister e squadra. Con noi, nel frattempo, si stava allenando un grande giocatore che veniva da una stagione difficile tra i pro, Alessandro Bernardi. Con Alessandro fummo compagni di squadra nelle giovanili del Sambiase, lo ricordavo un ragazzo umile e dedito al lavoro e a distanza di 13 anni, di tanti campionati vinti in D e in Lega Pro e di decine di presenze in serie B non era cambiato di una virgola, un esempio per tutti insomma. Alla squadra mancava un leader, e arrivati a fine agosto provai a coinvolgere Alessandro nel progetto Sambiase, accettò in cinque minuti. Lo scorso campionato sfiorammo il successo, arrivammo terzi dietro a due corazzate con i playoff che ci sfuggirono all’ultima giornata ma la vera vittoria è stata riuscire a formare un grande gruppo con il quale provare l’assalto all’Eccellenza quest’anno e arrivare ad azzerare i quasi 60.000 euro di debiti pregressi. L’Estate 2018 partimmo consapevoli di dover approntare alla squadra pochi ritocchi, l’immagine del sambiase era cambiata agli occhi di tutti e infatti le porte in faccia sono state pochissime. Rosa confermata in toto con poche defezioni rispetto all’anno prima, arrivano in ordine: Marco De Martino (un ex) e due ragazzi fuori dal solito giro di giocatori che hanno orbitato intorno al Sambiase, Salvatore Bruno e Peppe Leta. Questa volta l’obiettivo è chiaro, il salto di categoria, anche se la concorrenza è agguerrita e con maggior budget a disposizione siamo consapevoli che con la qualità del lavoro sul campo possiamo arrivare fino in fondo. Il campionato è una cavalcata trionfale fino alla vittoria con la Morrone e li, sia a causa dell’infortunio del nostro capitano e sia per la gioventù della rosa succede l’imponderabile, perdiamo 10 punti di vantaggio in 5 partite. Ricordo ancora la sconfitta di Roseto e ancor di più quella di San Fili, l’amore verso squadra e giocatori da parte dei tifosi si era trasformato quasi in odio… fino alla partita con il Belvedere abbiamo ingoiato tanti bocconi amari, ma era giusto accettare le critiche perché giocare a Sambiase è diverso, a Sambiase c’è il tifo vero, l’amore viscerale verso la squadra non come in altri posti dove si gioca per dei pupazzi sugli spalti. La partita con il Belvedere è stata durissima, ma tutto è cambiato con il boato proveniente dagli spalti nel secondo tempo supplementare, il Roccella era salvo, e l’Eccellenza era di nuovo a portata di mano. Negli sguardi dei ragazzi era cambiato qualcosa rispetto agli ultimi 40 giorni, ho rivisto lo sguardo di inizio stagione e li ho capito che ce l’avremmo fatta. Nella finale contro la Stilese sotto di un goal e con un uomo in meno ero convinto che l’avremmo ribaltata perché questi ragazzi hanno gli attributi e lo hanno dimostrato a tutti, detrattori compresi. In questi 2 anni abbiamo fatto la storia, 135 punti e una media di quasi 3 goal a partita… così Sambiase ha vinto, così siamo tornati in Eccellenza”.

Carica altri articoli
Load More By Massimo Scerbo
Load More In Calcio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe anche interessare

Stagione della conferma per il Belvedere, tutti i movimenti degli amaranto

L’Asd Belvedere 1963 comunica di aver trovato l’accordo per la conferma dei se…