Home Calcio FCD Savelli, storica finale play off al primo anno di affiliazione. Il pensiero del presidente Dell’Apa

FCD Savelli, storica finale play off al primo anno di affiliazione. Il pensiero del presidente Dell’Apa

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Il Savelli sceso in campo nella finale play off di Sersale

E’ terminata con l’amaro in bocca la prima stagione del nuovo FCD Savelli nel campionato di Terza Categoria. Un anno calcistico pieno di soddisfazioni, che ha portato la squadra di mister Barbato a giocarsi la promozione, nella storica finale play off di Sersale. Il risultato sportivo è stato avverso, ma i savellesi possono essere orgogliosi di quanto dimostrato in tutto l’arco della stagione. Con il presidente Alessandro Dell’Apa, abbiamo ripercorso le tappe principali della nuova storia della sua società, dall’iscrizione, alla composizione della rosa, passando per i risultati sportivi, per chiudere con l’ultimo atto della finale play off.

Si è concluso, ormai da quindici giorni, il primo campionato del nuovo FCD Savelli. Al rientro nei ranghi avete disputato una stagione molto positiva, conclusa con la finale play off. Quali sono le sue sensazioni dopo questa prima stagione calcistica da Presidente?
Ci è voluto qualche giorno per smaltire la delusione per la sconfitta in finale, tuttavia a mente fredda non posso che essere soddisfatto della meravigliosa stagione effettuata, terminata col raggiungimento di un risultato storico. Resta la soddisfazione per essere riusciti a creare qualcosa di veramente eccezionale, non solo in campo dove i risultati sono agli occhi di tutti, ma la vera soddisfazione è soprattutto l’aver creato una vera e propria alchimia tra noi, il pubblico e i ragazzi della scuola calcio. Tengo inoltre a precisare che visti i miei passati in altre squadre, viste le mie pubbliche relazioni con la stampa ed altre società, si tiene sempre ad associare il nome del sottoscritto ai meriti del Savelli, ma non è del tutto così, in quanto non sono il solo ad aver dato l’anima per questa società. Ci sono giocatori e dirigenti che con tanta dedizione hanno contribuito alla causa anche più di me. Essere il presidente di questa squadra mi rende veramente orgoglioso e tengo a ringraziare tutti. Citazione a parte, infine ai nostri tifosi veramente unici, l’arma in più soprattutto in casa, dove hanno sempre riempito lo stadio, nonostante il freddo ed il maltempo dell’inverno. Strepitosi, nel giorno della finale dove sono accorsi veramente numerosi a Sersale, spostando davvero un intero paese.

Avete chiuso la stagione al quarto posto in classifica, a parimerito con chi vi ha poi sconfitto nell’ultimo e decisivo atto. Che gara è stata quella di Sersale, ci sono rimpianti per il mancato salto di categoria?
Rimpianti assolutamente no, forse un po’ di rammarico, anche se non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi che hanno lottato e onorato il paese, andando aldilà di ogni aspettativa in tutte le partite e sono fiero del risultato raggiunto, perché la classifica finale è il frutto del lavoro fatto durante la stagione. Ovviamente vedendo le nove vittorie su dieci al “Caligiuri“ col conseguente miglior rendimento casalingo, mi resta il dispiacere, per non aver fatto altrettanto in trasferta, dove solo tre vittorie in 10 partite non rendono il giusto merito alla nostra favolosa realtà. In futuro dovremmo migliorare questo aspetto, anche perché penso sia un peccato di gioventù, una questione di mentalità, con qualche successo esterno in più, avremmo potuto disputare il playoff in casa ed in questo caso, la musica come dimostrato nel corso dell’anno, sarebbe stata molto probabilmente diversa. Sulla finale, anzitutto tengo a complimentarmi con la Sersalese e col presidente Schipani. Resta un po’ di amaro in bocca, per non aver sfruttato la supremazia della prima frazione di gara e per non aver concretizzato le occasioni, poi sicuramente l’aver subito lo svantaggio e chiuso al 45’ sotto di un gol, dopo che avremmo meritato di chiudere avanti noi, ci ha tagliato le gambe.  Poi, nella ripresa giustamente sulle ali dell’entusiasmo sono usciti gli avversari ed hanno legittimato la vittoria. Comunque l’unico cruccio vero per me, è la sconfitta interna col Cirò Marina, gara disputata senza portiere e con una situazione brutta nel nostro paese. Sono convinto che se la partita fosse stata giocata in un clima più sereno e normale, il risultato sarebbe stato un’altro. Per lo più di conseguenza vista la classifica corta tra terza, quarta e quinta, se avessimo fatto punti quel giorno, avremmo chiuso terzi ed, inoltre, ci sarebbe stata come ciliegina l’imbattibiltà del nostro campo.

Durante il percorso avete giocato tante buone gare, con alcuni picchi importanti (Vedi vittoria sul Sofome). Un suo giudizio sul girone in generale e sulle avversarie incrociate.
È stato un campionato bellissimo con molte squadre forti , oltre alle tre promosse in seconda categoria a cui ripeto le mie congratulazioni, c’è da sottolineare l’exploit del Città di Cirò Marina, grande società e bellissima realtà, abile a tener aperto il discorso fino all’ultima giornata e sfortunato e condannato dalla gara secca nei play off. Sul nostro percorso posso dire di aver raccolto grandi soddisfazioni e prestazioni, se devo scegliere la gara più bella come ha detto lei, dico quella col Sofome, ma ricordo anche che sia Sersalese ed anche Real Fondo Gesù, vera dominatrice del girone, sono uscite battute dal “Caligiuri“. Altra mia soddisfazione è aver chiuso davanti a squadre più blasonate di noi, realtà abituate da anni nei nostri contesti, anche in categorie superiori.

Oltre al lato prettamente sportivo, nel quale vi siete distinti anche per aver riportato a casa giocatori di indubbio valori che giocavano altrove, come Balsamo e Bevilacqua, amalgamandoli con giovani locali alla prima esperienza e qualche giocatore di zone limitrofe,così facendo avete riportato entusiasmo e aggregazione nel vostro paese, due componenti che erano mancate a causa dell’assenza di una squadra di calcio. Ci parli dell’idea di rifondare una nuova società e su come riuscite ad andare avanti da soli.
La parte pratica ed organizzativa siamo riusciti a farla da soli, tuttavia senza l’apporto dei giocatori oltre che in campo, anche dal punto di vista lavorativo, vedi la ristrutturazione degli spogliatoi, la manutenzione del campo e la completa collaborazione per mettere a disposizione i mezzi per andare in trasferta e alla partecipazione degli eventi destinati alla raccolta i fondi, non saremmo andati da nessuna parte. Dal punto di vista economico non è vero che siamo stati proprio soli, in quanto c’è da ringraziare l’amministrazione comunale per aver rimborsato la quota d’iscrizione e per aver messo a disposizione il materiale utile, ai lavori manuali da effettuare al campo. In più bisogna ringraziare le attività pubbliche locali, gli sponsor e parte della popolazione, poiché hanno dato cospicui contributi. Sono inoltre eternamente grato inoltre a Mister Caligiuri, allenatore della Paolana, che dimostrando grosso attaccamento al proprio paese, nonostante i molteplici impegni ci ha dato una grossa mano, inoltre da giornalista e appassionato di calcio, tengo a congratularmi pubblicamente con lui, per la salvezza epica.
Dire che abbiamo riportato a casa Balsamo e Bevilacqua è una piccola inesattezza perché, insieme ad altri ragazzi, sono stati tra i primi ad incentivare questo progetto, io se devo essere sincero all’inizio ero un po’ restio, non perché non credevo alla cosa, ma perché troppo legato a Verzino. Vero, abbiamo “lanciato” molti giovani, vedi il portiere Levato, Greco P., Barbaro, Cerminara G. ed il senegalese Balde (qui altra bella storia oltre che dal punto di vista calcistico e anche di aggregazione sociale). Sono molto felice per loro perché, alla prima esperienza, hanno dimostrato tutto il loro valore che, unito all’esperienza e alle qualità appunto di Balsamo e Bevilacqua, autori veramente di una stagione immensa, con l’innesto d’importanti giocatori di paesi limitrofi come Oliverio e Candalise ed al ritorno in campo dei senatori Cerminara A., Tridico, Mirabelli D., Marasco, hanno dato vita sul rettangolo di gioco a questa splendida compagine. Meritano inoltre citazione a parte i ragazzi meno impiegati nel corso della stagione (Tallarico F., Mirabelli E., Gentile V., Gentile F. e Brugellis), meritevoli di aver contribuito partecipando e sostenendo i compagni in modo strepitoso. Sintomo di una grande gruppo e di una vera famiglia destinata a durare nel tempo. Ringrazio infine i portieri Torcasso, Cerminara D. e Caligiuri, per essersi messi a disposizione durante la mancanza, per motivi personali, di Levato.

Quali sono i programmi ed i progetti del suo Savelli per la prossima stagione sportiva?
I progetti sono quelli di continuare questa fantastica avventura, perché in realtà come le nostre, il calcio è essenziale per dare svaghi e per aggregare la popolazione. Inoltre tengo a ribadire un concetto, iscrivere una squadra ad un campionato è difficile, terminarlo porta molte difficoltà, figuariamoci raggiungere un traguardo storico come i play off. Quindi dobbiamo essere consapevoli dell’indelebilità del nostro cammino e dobbiamo avere la forza di proseguirlo nel corso del tempo.

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