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L’estremo difensore Daniele Lanza è il personaggio della settimana

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Daniele Lanza

Dopo i due calci di rigore parati due settimane fa, in quest’ultimo turno di campionato l’estremo difensore della Pol. Acquappesa Daniele Lanza, è ancora emerso alla ribalta delle cronache per l’ennesima rete realizzata. Il portiere cetrarese dell’Acquappesa è andato in rete su calcio di punizione dal limite, nella gara vinta per 4-2 contro la Geppino Netti. Un modo di calciare studiato in settimana, la squadra tirrenica non lascia niente al caso e, vista la difficile situazione di classifica, le prova davvero tutte per cercare di trovare la via della rete. Per la cronaca, la punizione di Lanza è valsa il momentaneo 4-1 che, di fatto, ha chiuso definitivamente i giochi. Un vizietto non nuovo per il portiere, perché aveva già timbrato il cartellino, ad esempio, con la juniores del Cetraro e due volte con il Verbicaro. Inoltre, impossibile dimenticare o non menzionare la doppietta messa a segno con la maglia della Paolana nell’ultima giornata del campionato 2009/2010 sul campo del Tortora quando, però, venne schierato da attaccante.

Abbiamo deciso di sentire lo stesso Lanza che, gentilemente, ci ha rilasciato una dichiarazione sulla sua carriera e su questa stagione tribolata che, comunque, gli sta dando discrete soddisfazioni: “Il mio futuro sarà quello di preparatore dei portieri, in passato sono stato preparatore dei portieri del settore giovanile del Cosenza calcio,  per me è normale segnare su punizione, noi portieri o preparatori calciamo sempre per allenare, allo stesso tempo alleniamo noi stessi e non è un caso che in passato io abbia segnato su punizione, rigore e di testa sempre da portiere. La mia carriera è iniziata nel lontano 1995, quando il Rende mi acquistò in CND grazie all’allora direttore sportivo Massimo Mirabelli, attuale DS del Milan. Da lì, un crescendo, infatti, ho giocato a Montalto, Scalea, Praia, Cetraro, San Fili, Paolana, Verbicaro, Castrovillari, San Lucido, Sambiase. Ho sempre avuto nel mio dna il fiuto del gol, quest’anno avevo iniziato nella Palmese come preparatore ma, per motivi familiari, sono dovuto ritornare vicino casa ed ho scelto Belvedere per la prima parte di stagione per poi, a Dicembre, cambiare ad Acquappesa, attuale squadra in cui milito. Ho scelto per motivi familiari, perché ho perso il mio grande idolo, mio padre, il 9 di Dicembre, quindi, sapendo che la lassifica che occupiamo, non sono preoccupato più di tanto, abbiamo tutte le carte in regola per uscirne. Spero un domani di ricoprire il ruolo di preparatore dei portieri in squadre che militano in categorie prestigiose, per il momento cerco di uscire fuori da questa situazione con la mia squadra e, di domenica in domenica, di segnare sempre su punizione”.

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