Home Calcio a 5 Marco De Marchi – Città Di Cosenza: “L’uomo giusto, al posto giusto”

Marco De Marchi – Città Di Cosenza: “L’uomo giusto, al posto giusto”

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Mister Marco De Marchi

In esclusiva per CalabriaDilettanti.it, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere mister Marco De Marchi, tecnico del Città di Cosenza. Dopo una prima parte di stagione alla guida della squadra Juniores, il mister è stato “promosso” anche alla guida della prima squadra (dopo le dimissioni di Francesco Mendicino) e le prime uscite hanno subito colpito nel segno. Al tecnico cosentino il compito di mantenere la categoria e di far crescere i tanti giovani, facendo anche affermare definitivamente i senior.

Dopo una prima parte di stagione da tecnico della squadra Juniores, è arrivata la promozione in prima squadra. Come ha trovato i ragazzi nel momento del subentro e qual è la condizione della squadra in generale?
Quest’anno avevo deciso di lavorare solo con i ragazzi per poter creare qualcosa di nuovo in uno sport sempre schiacciato dal calcio a 11. Ho rifiutato le offerte ricevute come allenatore portieri per cercare di di trovare nuove leve che possano consentire un ricambio generazionale che manca da tempo. In seguito alle vicende societarie sono stato contattato dal presidente Fuoco il giovedì prima della partita di Bisignano. Ho trovato un ambiente un pò scarico, ma niente che non si potesse riprendere. La prestazione fatta contro la squadra mister Barbuto ha avvalorato la mia tesi.

Cosenza è tornata a sorridere dopo il clamoroso ritiro dalla serie A della precedente società sportiva, che atmosfera si respira in città e che voglia c’è di futsal giocato?
Quella fu una brutta pagina di storia nel nostro sport e nella nostra città. Purtroppo gli addetti ai lavori non sono molti nel calcio a 5. Quindi alla fine, tranne i soliti ben informati, la cosa svanì e si silenziò in pochissimo tempo. Perchè l’ambiente di rivitalizzi e la gente si riavvicini al nostro mondo servono persone e dirigenze competenti e di buona volontà. A questi si dovranno aggiungere tecnici in grado di trasferire le proprie conoscenze e far capire che si fa sul serio. Io e nessuno ha una ricetta perchè ciò avvenga. L’essenziale e far capire che il calcetto lo giochi con gli amici mentre il calcio a 5 è tutt’altra storia.

In questo momento si sta dividendo tra “grandi” e “piccoli”. Quali sono le differenze e come sta vivendo il doppio incarico?
Come detto in precedenza ho iniziato la stagione con un manipolo di ragazzi che mi hanno dato la piena disponibilità e disciplina. Abbiamo iniziato troppo tardi e questo ci ha penalizzato non poco. Ma l’intento era, ed è, quello di far crescere ed educare i ragazzi al calcio a 5. Chi arrivava da campionati da 11 si è reso conto fin da subito delle differenze. Sono due sport distinti e separati ma siamo cresciuti bene nel tempo. L’obbiettivo non era vincere ma giocare con criterio e cognizione di causa. E questo, devo dire la verità, siamo riusciti a raggiungerlo. Sono molto grato ai ragazzi. La prima squadra è tutt’altra storia. Alcuni di loro li conoscevo già avendo avuto la possibilità di allenarli con la Roglianese, altri li sto conoscendo giorno per giorno. Io imparo a conoscere loro e loro imparano a valutare il mio operato e le mie metodologie. Ma lo spirito è quello giusto.

Dove pensa possa arrivare questo Città di Cosenza?
Onestamente non so dove possiamo arrivare. L’unica cosa che posso dare per certo è che la voglia e la rabbia di andare lontano ci sono. Questa è solo la seconda settimana che ho “messo le mani” sui ragazzi e le percezioni sono buone. La situazione nella quale ci troviamo non è esattamente delle migliori. Siamo la prima dei play out e con punti da dover recuperare strada facendo. Devi credermi se ti dico che non ho visto la classifica fino a domenica scorsa. Non siamo nelle condizioni di fare calcoli. I conti li lascio ai contabili che devono far quadrare i bilanci. Io devo far quadrare tutto e a tutto tondo. Per fare questo devo partire dal lavoro settimanale e cercare di trasportare tutto al sabato nel miglior modo possibile. Se riuscirò a far capire questo alla squadra avremo già fatto un passo avanti. Ogni allenamento è importante. Ogni partita è importante e saranno tutte difficili. Partendo da sabato contro il Lamezia dell’amico Bebo Carrozza che viene da una brutta sconfitta con un ampio margine numerico ma certamente esagerato per quanto ho potuto vedere e sentire. Perciò arriveremo solo dove meriteremo di arrivare.

Sappiamo delle dimissioni di tre figure dirigenziali importanti quali Pascuzzi, Fortino e De Ponti, ma sappiamo che il presidente Fuoco è attivissimo ed ha le idee ben chiare. Cosa può dirci in merito, visto che lei vive la situazione giornalmente?
Devo essere onesto. Non ho partecipato a quanto accaduto prima della mia chiamata. Io pensavo e mi focalizzavo solo ed esclusivamente sui ragazzi della juniores. Certo dispiace che le sinergie create non siano riuscite a far convergere tutto nel verso giusto. Ho conosciuto Pascuzzi e Fortino e sono delle bravissime ed appassionate persone, ma non sono a conoscenza delle motivazioni che alla fine hanno spinto l’intera società, in una riunione, ad arrivare a questo stato di fatto. A voler essere onesto non me ne sono neanche interessato più di tanto. Immagino che queste scelte siano state condivise dagli stessi soci. Come per la juniores prima, per la prima ora, penso solo alla squadra e al gruppo. In una società ci sono delle gerarchie e io sono il mister. Lì, mi fermo. Il presidente Fuoco è persona navigata e sa certamente a cosa va in contro e come uscirne al meglio. Su questo non ho dubbi. Fin da subito sono stato messo nelle condizioni di allenare. Il mio compito è di risollevare la squadra da questa situazione e solo su quello convergono le mie energie fisiche e mentali.

La redazione ringrazia mister De Marchi per aver accettato il confronto e gli augura le migliori fortune sportive e non.

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