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Mister Cutrì torna ad allenare e centra la promozione con il Platania

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Mister Cutrì con la dirigenza del Platania

Il Platania vince la finale play off del girone D di terza categoria e centra la promozione, dopo aver battuto la Libertas Curinga, per 1-0, sul terreno amico del “Graziano”. Grande merito al condottiero di questa avventura, quel mister Cutrì tornato in sella a quattro anni di distanza dall’ultima panchina, quella con il Fronti, che ha portato in prima categoria nel 2011 e con il quale ha disputato la finale play off per la promozione contro il Badolato nel 2014. Dopo i meritatissimi festeggiamenti, l’esperto tecnico lametino ci ha rilasciato una breve intervista esclusiva.

Com’è stato il rientro nel calcio dopo gli anni di assenza?
E’ stato bellissimo rientrare nel mondo del calcio dopo cinque lunghi anni, un grazie lo devo fare ai miei ragazzi che mi hanno coinvolto nel progetto dell’Asd Platania Calcio. Dal primo momento l’ho vissuta con passione, con la grinta, con determinazione, senza guardare la categoria, ma vivendo le partite come se fossimo in Eccellenza. E poi qui a Platania, ho trovato un ambiente fantastico.

Come ha trovato il campionato di Terza categoria?
Un buon campionato. Ho trovato belle rose e buone dirigenze. Ho visto in campo giocatori di categorie superiori alla Terza. Mi viene in mente il Psg Calabria, che ha una forte rosa di 24 uomini, o squadre come il Lago o il Colosimi che avevano buoni giocatori. Ma, poi, ho visto tante belle realtà sportive come il Decollatura o il Curinga, per esempio.

Come commenta la sconfitta di ieri del Curinga?
Dispiace tantissimo per questi ragazzi. Il Curinga è una squadra forte, che sicuramente non merita di stare in Terza Categoria. E’ una squadra organizzata molto bene, ma soprattutto è composta da giocatori che hanno sempre giocato a calcio. Ieri, da parte loro ho visto una cosa bellissima. Sia prima, che dopo la partita hanno scambiato abbracci e saluti con i miei giocatori. Dovrebbe essere sempre così.

E cosa ne pensa della classifica finale?
Sicuramente i miei ragazzi meritavano di più. Così come meritavano di più Curinga e Psg Calabria. Io sono arrivato alla sesta giornata di campionato e i punti che la squadra ha lasciato per strada, prima del mio arrivo, sono stati pesanti ai fini della corsa finale. Io ho perso solo una partita: a Conflenti. Ma non l’ha persa il Platania Calcio, l’ha vinta… Ci è stato negato un gol regolare, dove la palla era dentro di un metro, un rigore nettissimo sullo scadere e in continuazione ci fischiava il fuorigioco. Ma non fa niente, bisogna anche saper perdere, e noi ne siamo usciti a testa alta. Per la classifica finale, che dire, sono contento che ha vinto una squadra di Lamezia, ma secondo me non era la squadra più forte. Basta guardare gli scontri diretti. Per qualcuno questa vittoria è stata una sorpresa, per me no. L’ho sempre saputo che l’avrebbero vinto loro.

Cosa c’è da migliorare nel calcio, oggi?
Dispiace dirlo, ma sento il dovere di fare una critica costruttiva alla Lega Calcio. Gli arbitri andrebbero aiutati di più. Sono troppo soli. Anche i commissario di campo, quando sono presenti, dovrebbero essere un sostegno per l’arbitro e non un peso, come accade spesso. Dovrebbero insistere affinché anche le forze dell’ordine, siano più presenti durante la gara. In questo modo gli arbitri si sentirebbero più tutelati. In questi mesi, ho visto buoni arbitri, ma ho visto anche tanti errori. Qualche corso in più non farebbe male, soprattutto per questi giovani arbitri che spesso si ritrovano in situazioni più grandi di loro, sono ragazzi e devono vanno aiutati e supportati in tutto. Anche perché non è giusto che le società che si impegnano su tutti i fronti, si vedano sfuggire un campionato per gli errori arbitrali, com’è successo a noi a Conflenti. Infine, sono contento che non ci siano state numerose aggressioni ai direttori di gara, come succedeva con più frequenza negli anni passati. Perché il calcio deve avere una funzione sociale, non trasformarsi in violenza.

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