Home Calcio Mister Parentela ha portato la sua nave in un porto sicuro: “Tra me ed il gruppo stima e compattezza”

Mister Parentela ha portato la sua nave in un porto sicuro: “Tra me ed il gruppo stima e compattezza”

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Nell’intervista a cura di Domenico Caracciolo, abbiamo raccolto il bilancio conclusivo di mister Andrea Parentela sulla stagione del suo Cutro. Un campionato di Eccellenza che ha visto la compagine crotonese lanciare tanti giovani e portare alla ribalta regionale calciatori che sembravano destinati a campionati di seconda fascia. Il Cutro è stato, senza dubbio, una grande sorpresa ed ha impressionato gli addetti ai lavori giocando a viso aperto e mettendo paura a squadre più blasonate e attrezzate.

Il suo Cutro ha disputato grande stagione, raggiungendo la salvezza in largo anticipo e con molti giocatori che per la prima volta disputavano un campionato d’Eccellenza. Cosa le lascia in eredità quest’annata?
È vero, abbiamo fatto una grande stagione, giocando un ottimo calcio. Abbiamo raggiunto l’obbiettivo che per molti addetti ai lavori sembrava impossibile, mettendo in vetrina parecchi giovani e rilanciandone altri che per un motivo o per un altro non avevano ancora dimostrato il proprio lavoro. A loro dico grazie! Ci siamo tolti tante soddisfazioni e qualche sassolino dalle scarpe.

CalabriaDilettanti.it crede che sia doveroso sottolineare il lavoro svolto da lei e dal Ds del Cutro, tanti calciatori si sono rivelati una scommessa vinta. Cosa ne pensa?
Credo che bisogna fare sempre di necessità virtù. A livello di budget la piazza di Cutro non poteva competere con le altre. Con il direttore Manfreda avevamo le idee chiare, bisognava costruire una squadra molto giovane e individuare pochi giocatori esperti con determinate caratteristiche. Scommesse vinte dici? Forse per gli altri e per chi non conosceva i nostri giocatori, noi eravamo convinti e consapevoli di aver creato un grande gruppo.

Un inizio un po’ difficile anche per i motivi citati in precedenza ma qual è, secondo lei, l’episodio che ha cambiato la stagione in positivo?
In realtà non abbiamo avuto un avvio difficile, siamo sempre rimasti nella zona che ci competeva. In coppa non abbiamo superato il turno per l’errore sul tesseramento di Camara. In campionato si è perso all’esordio e subito dopo vinto il derby fuori casa e giocato una grande match a Locri. Non c’è stata una vera svolta, da subito si era capito di che pasta eravamo fatti. Oltre al tanto lavoro che si è fatto, ho promesso alla squadra lealtà (cosa difficile nel calcio). Credo che mantenere la parola data abbia inciso molto, tra me e il gruppo c’è stata tanta stima e compattezza.

Parliamo del futuro, è partito dal campionato di prima categoriacon lo Stalettì, poi Cutro in eccellenza. E’ utopistico parlare di un futuro in serie D?
A 38 primavere ho già alle spalle tanta gavetta, per tanti anni ho allenato tutte le categorie giovanili, nelle varie società con cui giocavo. Poi in Promozione, in Prima ed ora in Eccellenza. Allenare in D sarebbe un altro passo in avanti, ma non sarà facile, sia per la tanta concorrenza e sia perché non è facile trovare la società che abbia il coraggio nell’affidare una serie D ad un giovane. Io, comunque, non mi pongo limiti ed ho tanta voglia di arrivare. Vedremo cosa mi riserverà il futuro, non vedo l’ora di tornare in campo.

Molti addetti ai lavori si lamentano del fatto che ci sono pochi calciatori giovani che valgono. Secondo lei, visto che lavora molto con i giovani, è un problema reale o gli si da poca fiducia, poco tempo per farli crescere? 
I giovani bravi ci sono, ma noi dobbiamo avere il coraggio di farli giocare e concedere loro qualche errore. Il livello si è abbassato in generale per tanti motivi. I tempi sono cambiati e il pallone non è più come una volta l’unico gioco. Se poi aggiungiamo mancanze di strutture, addetti ai lavori improvvisati, poca serietà da parte delle società nel mantenere gli accordi presi e tante altre piccole cose, è normale che la tendenza sarà sempre più negativa. Noi abbiamo il dovere di provare a migliorare le cose.

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