Home Calcio Parghelia in estasi assoluta, Barbieri si conferma un tecnico vincente

Parghelia in estasi assoluta, Barbieri si conferma un tecnico vincente

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Festa Parghelia

Non c’è due senza tre e, dopo i trionfi di Spilinga e Tropea, mister Giuseppe Barbieri completa l’opera portando il Parghelia alla vittoria del girone D di Seconda Categoria. Una vittoria cercata, voluta per tornare a sorridere dopo l’addio allo “Stadio del Sole” della scorsa estate. Una cavalcata trionfale, chiusa con otto punti di vantaggio sul Capo Vaticano. Dalle parate di Bombai, al muro difensivo eretto da Barbuto e Staropoli, alle geometrie e all’organizzazione di Vasinton, passando per i gol messi a segno da Broso. I neroverdi sono stati questo e molto altro. Di tutto quello che è stato, ne abbiamo parlato con mister Barbieri, che ci ha concesso un’intervista tutta da leggere.

Dieci anni da allenatore condite già da tante vittorie, Parghelia l’ultima in ordine cronologico. Dopo Spilinga e Tropea, giusto per citare le più recenti, adesso il trionfo in neroverde. Che annata è stata e quali sono le sue sensazioni il giorno dopo la festa promozione?
10 anni intensi di grande sacrificio nei quali ho seminato nella prima parte per poi raccogliere negli ultimi 4, situazioni, squadre e soprattutto sconfitte e vittorie dai sapori diversi. Oggi mi godo la vittoria del gruppo ,la vittoria di una società che ha visto ripagati i propri sacrifici dopo tante delusioni.

Ancora una volta il suo nome accostato ad una squadra, un gruppo vincente che ha dimostrato il proprio valore arrivando davanti a tutte le contendenti. Qual è stato il segreto di questo successo ma, soprattutto, cosa si aspetta di vedere nel futuro prossimo diversamente dalle esperienze passate?
Asd Parghelia ha meritato la vittoria del campionato siamo stati in testa dalla prima all’ultima con dati entusiasmanti 11 su 11 in casa, miglior attacco, miglior difesa. Sono veramente orgoglioso di quello che ho raccolto quest’anno, il merito è sicuramente dei ragazzi e di una società che mi ha sempre supportato, sono stato messo nelle condizioni di sbagliare dico io, in quanto mi hanno dato tutto quello che ho chiesto senza un se senza un manon potevo sbagliare. Diversamente dalle passate stagioni ho avuto un gruppo forte alle mie spalle che mi ha sempre incoraggiato, la cosiddetta pacca sulla spalla non è mai mancata. Allenare 23/24 persone da settembre ad aprile sempre e comunque con qualsiasi condizione meteo mai saltando un allenamento. Creare competizione tra di loro ha pagato, i ragazzi in allenamento sono andati sempre oltre le proprie potenzialità per prevalere sul compagno per potersi guadagnare la maglia da titolare per la partita in programma, così è stato per tutto il campionato ed anche dopo che la matematica ci ha dato ragione i ragazzi continueranno ad allenarsi fino al 26/05.

Dopo l’addio al Tropea, ha accettato la panchina del Parghelia tornando a distanza di sette stagioni (terza categoria 2009/2010). Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta e quali sono stati i punti cardine nella costruzione della rosa, poi vittoriosa?
Tornare a Parghelia è stata una questione d’orgoglio, quello ferito da tante chiacchiere da bar, ho rifiutato panchine e categorie prestigiose per un giovane allenatore come lo sono io, è stata una sfida con me stesso, il lavoro ha sempre pagato, ci ho sempre creduto e grazie a chi mi è stato vicino ma, soprattutto, a chi non ci ha creduto. Ho trovato forza e motivazioni ancora più forti per formare un gruppo fantastico che mi ha portato alla conquista di questo campionato.

Due sole sconfitte stagionali, miglior attacco e miglior difesa. Il Parghelia di mister Barbieri ha vinto con ben otto lunghezze di vantaggio sulla seconda classificata. Ha vinto alcune scommesse rilanciando qualche calciatore sottovalutato ed ha avuto con sé qualche fedelissimo che ha fatto la differenza. Cosa ci può dire in merito a tutto questo?
Partiamo dalle sconfitte, la prima è avvenuta a Cortale dove abbiamo sbagliato un rigore e dove ho avuto 3 infortuni nel primo tempo, condizioni meteo e ambiente hanno fatto il resto; la seconda è avvenuta a Sant’Onofrio, di questa non parlo proprio perché non mi era mai successa una cosa del genere e per fattori esterni mi sono letteralmente incantato perché scioccato da un’avvenimento, poi una decisione discutibile del direttore di gara ha fatto il resto. Non ho niente da rimproverare alla squadra so solo che le squadre che ci hanno giocato contro dopo queste sconfitte ne hanno pagato le conseguenze, una reazione da squadra matura, ferita che voleva riprendere la marcia. Ho rilanciato tanti ragazzi che erano fermi oppure che avevano perso la voglia, voglio citare Broso che avevo avuto negli ultimi due anni a Tropea, non l’ho fatto giocare neanche quando stava bene fisicamente perché aveva paura di farsi male nuovamente (veniva da 2 operazioni al ginocchio). Appena l’ho chiamato a luglio dicendo che sarei andato a Parghelia non ha esitato un’istante a dirmi, io ci sono ed è stato la rivelazione del campionato, il nostro bomber con 12 reti. Poi penso a Sambiase, mio compagno di squadra da bambino e che aveva perso la voglia di giocare ma non poteva dirmi di no e si è rimesso in gioco; poi ci sono Mazzitelli e Mondello, due fenomeni veri, uno per lavoro e l’altro perché deluso da altre situazioni hanno ceduto alle insistenze mie e dei dirigenti e sono stati la svolta del campionato, la benzina che serviva; poi c’è l’eterno Peppe La Rosa, quando a 43 anni ti presenti al campo con le scarpe in mano e ti metti a disposizione di un gruppo per dare una mano con grande umiltà sei un’uomo vero di quelli di altri tempi. I fedelissimi sono Porcelli, Guerrera, Broso e Barbuto che mi seguono da anni, non so come mi sopportano, qualcuno ha mollato, non è facile stare sul pezzo per anni, è una questione di testa.

Parghelia le ha dato tanto e lei ha dato tanto al Parghelia, ma adesso arriva la Prima Categoria. Cosa serve per stabilizzarsi e per far bene in un campionato dove molte società, appena sbarcate, non hanno poi la forza di mantenere.
L’Asd Parghelia mi ha dato tanto come ho più volte evidenziato perché composta da gente seria che sta al proprio posto e rispetta il lavoro dei tecnici e della squadra. A proposito di questo, voglio ringraziare chi mi ha fatto da spalla, Mister Pungitore M. e Mister Belvedere T. preparatore dei portieri che ha fatto un lavoro incredibile con grande professionalità e compostezza. La società è pronta per affrontare il campionato di prima categoria, ha grande entusiasmo e cercano una tranquilla permanenza, per questo le conferme sono tante e soprattutto la presenza come under di Onofrio Contartese fa capire l’ottimo lavoro in prospettiva già iniziato, ci sono già altri nomi che verranno presentati alla chiusura dei campionati. Con il presidente e la società ci vedremo presto per parlare di quello che sarà il mio futuro, decideremo assieme come abbiamo sempre fatto nel massimo rispetto di tutti. Chiudo dedicando questo campionato ad un campione che mi ha fatto emozionare tanto, Nicola Currà, per te ci sarà sempre posto affianco a me. Ringrazio i ragazzi che hanno fatto parte della rosa meritano tutti una menzione: Bombai, Ceravolo, La Gamba, Barbuto, Porcelli, Staropoli, Russo, Mondello, Mazzitelli, Currà, Sambiase, Filardo A., Filardo M., La Rosa, Vasinton, Contartese, La Torre, Tripodi, Panuccio, Broso, Guerrera, Sekou, Youssouf , Il Grande, Colace, Scordamaglia, Ferro, Nunzio, Stefano. GRAZIE RAGAZZI, SIETE STATI FANTASTICI!!! 

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