Home Calcio Real Montepaone, mister Pisano: “Sentivo il dovere di dare il mio contributo per rimettere ogni cosa al proprio posto, scritta la storia del Montepaone”

Real Montepaone, mister Pisano: “Sentivo il dovere di dare il mio contributo per rimettere ogni cosa al proprio posto, scritta la storia del Montepaone”

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Pisano da calciatore del Montepaone

Lassù nel cielo brilla una stella, quella che non ha mai smesso di illuminare il cammino del Real Montepaone. Da quel 25 Aprile 2017 al 6 Maggio 2018 è trascorso meno di un anno, ma sembra un’eternità. Qualcuno, però, aveva già deciso che la storia andava riscritta, e allora il Real Montepaone ha pensato bene di vincere il campionato di Prima Categoria, per dedicarlo al compianto compagno Gregorio. Con il tecnico gialloverde Alessandro Pisano abbiamo cercato di ripercorrere tutto il cammino della sua squadra, dalla semifinale persa nella scorsa stagione, al trionfo di Mileto con quasi 500 supporters al seguito, senza dimenticare l’ultima gara dei montepaonesi in promozione, quando il mister era ancora in campo da calciatore. La chiesa è tornata al centro del villaggio, il Real Montepaone è tornato in Promozione.

La conquista della Promozione sembra essere un cerchio che si chiude, dal suo avvento sulla panchina del Real Montepaone tante vittorie e tanti apprezzamenti dagli addetti ai lavori per il gioco espresso. Qual è il suo pensiero dal quel 25 Luglio 2016 ad oggi?
È realmente un cerchio che si chiude per tutto ciò che ha significato questo campionato, non solo dal punto di vista sportivo ma, soprattutto, per il valore emotivo. Ho avuto l’onore di vivere il Montepaone da giocatore e conosco bene l’attaccamento quasi morboso che l’ambiente ha verso questi colori, aver visto appassire questa passione negli ultimi anni è stato uno stimolo forte per dare tutto, curando ogni dettaglio e riportando il giallo verde ad essere nuovamente la realtà calcistica di riferimento per il comprensorio. Vedere la gente di Montepaone impazzita di gioia domenica 6 maggio di ritorno da Mileto è stato incredibile, esattamente come aver visto 400 persone al seguito per la partita, credo sia il più grande orgoglio per questo gruppo meraviglioso. I complimenti fanno sempre piacere perché in pochi credevano che si potessero raggiungere degli obiettivi in queste categorie mettendo le idee di gioco al centro del progetto. I ragazzi, invece, hanno dimostrato che tutto si può fare ed io ho avuto l’unico merito di essere stato credibile ai loro occhi, nel tentativo di sviluppare questi concetti.

Dopo la scomparsa di Gregorio Vatrella il gruppo si è cementato con il chiaro intento di conquistare qualcosa di importante, per onorare al meglio la sua memoria. Lo scorso anno la semifinale persa con il Taverna, quest’anno la vittoria diretta del girone C. Ci descriva in breve le sue 60 panchine in gialloverde.
È sempre difficile per me toccare questo tasto, l’unica cosa certa è che Gregorio è stato determinante per questa vittoria esattamente come lo è sempre stato in campo prima di quel tragico incidente, il mio percorso da allenatore è iniziato nello Stalettì, in trasferta a Scandale, con un suo gol e con un suo abbraccio ed io ho già detto ai ragazzi che fino a quando allenerò ricercherò sempre in ogni mio calciatore le qualità che vedevo in lui, in campo e fuori. In questa stagione tutto quello che di bello ci è successo porta la sua firma, perché io ho visto crescere tutti in questa stagione, dal giocatore più piccolo al più esperto, dallo staff tecnico, arrivando a dirigenza e presidente con un unico obiettivo nella testa ed un unico pensiero nel cuore. Le mie 60 panchine nel Montepaone sarebbero state perfette se solo avessi potuto ricambiare quell’abbraccio.

Avete vinto davanti a Vigor Lamezia e San Calogero, le due principali antagoniste che, per motivi diversi, avevano il favore del pronostico. Sono queste le squadre che temeva e che le hanno dato più filo da torcere? Ci segnali una sorpresa ed una delusione di questo girone C.
Sicuramente è stata una lotta a tre avvincente, dove ognuna delle squadre ha messo sul tavolo le proprie potenzialità. Dopo aver visto il San Calogero partire a quella velocità e sapendo come la Vigor Lamezia (già molto forte) si sarebbe rinforzata a dicembre formando una vera e propria corazzata per queste categorie, noi avevamo solo una possibilità per arrivare in fondo e lasciare tutti dietro, non sbagliare mai. Credo sia stato un grande stimolo sapere di dover essere più vicini possibile alla perfezione. Dal campionato mi sarei aspettato di più dal Borgia per il valore della rosa, a mio avviso tra le più forti nel girone, con diversi giocatori di categoria superiore, quindi non pensavo che potesse accumulare tutti questi punti di distacco dal vertice. Tra le squadre che mi hanno, invece, positivamente sorpreso ci sono il Girifalco ed il Caulonia per aver raggiunto i propri obiettivi, la prima con largo anticipo e la seconda dopo una grande rimonta.

76 punti conquistati, 24 vittorie in 30 gare, solo due sconfitte e solamente tredici reti incassate (miglior difesa). Questi sono i numeri incredibili del Real Montepaone, cosa c’è da aggiungere a tutto ciò?
I numeri di questa stagione effettivamente sono importanti, basti pensare che nell’intero girone di ritorno abbiamo lasciato solo 4 punti per strada vincendo praticamente sempre e subendo appena 4 reti. Inoltre, abbiamo stabilito il record di punti del Montepaone in prima categoria, ma questi numeri sono il risultato di un lavoro che parte da lontano, per raggiungere questi obiettivi è stato fondamentale avere, oltre alla qualità dei calciatori, uno staff tecnico di primo livello: Nino Riso, Maurizio Vatrano, Luigi Bocchino e Gregorio Gentile, con alle spalle una società forte, brillante e con grande spirito d’iniziativa, che è riuscita a compensare alle limitate possibilità economiche rispetto ai nostri avversari con un impegno ed una coesione che difficilmente ricordo negli anni passati. E poi, naturalmente, i nostri tifosi, basti pensare alla partita decisiva di Mileto per capire di cosa sono capaci.

Adesso, forse, arriva la parte più difficile, ma anche la più bella: programmare il campionato di Promozione. Tante sfide affascinanti che si prospettano nella stagione che verrà. Cosa avete intenzione di fare per ritoccare questo organico, dimostratosi così vincente?
In questo momento credo sia giusto staccare un pò la spina per riposare e ripercorrere ognuno a proprio modo quello che è stato il percorso che ha portato tutti noi qui dove siamo adesso. Con la società ci siederemo tranquillamente senza fretta, tra qualche giorno, per capire se le nostre strade proseguiranno insieme, ma se così non dovesse essere non importa perché gli allenatori, i calciatori e i dirigenti passano, ma il Montepaone resta. Ed ora è esattamente dove gli spetta. Ero in campo nell’ultima partita fatta in Promozione e ancora ricordo la delusione negli occhi dei miei compagni dopo aver perso il play out, il silenzio che ha accompagnato il nostro ritorno da Villa San Giovanni ha rimbombato spesso nella mia testa in questi anni, sentivo come il dovere di dare il mio contributo per rimettere ogni cosa al proprio posto, ed ora qualsiasi cosa ci riserverà il futuro noi siamo comunque orgogliosi e fieri di aver riscritto la storia del Montepaone.

Real Montepaone nel ricordo di Gregorio Vatrella
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