Home Calcio US Cerva, il segreto di mister Elia: “La mia fortuna è stata il gruppo, portare la squadra in Prima era un obbligo”

US Cerva, il segreto di mister Elia: “La mia fortuna è stata il gruppo, portare la squadra in Prima era un obbligo”

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L’US Cerva sceso in campo nella finale play off

E’ giunta al termine con la finale play off di domenica la stagione dell’US Cerva, un’annata calcistica che restarà per sempre impressa nella mente di tutti gli sportivi neroverdi e di tutta la popolazione del piccolo centro presilano. Per la prima volta nella propria storia, l’US Cerva approda al campionato di Prima Categoria, al timone mister Domenico Elia, messosi in discussione dopo il grande lavoro svolto nella sua Botricello. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di sentire il mister che, a mente fredda, ha analizzato con noi tutto il percorso fatto insieme ai suoi ragazzi.

Dopo l’esperienza vincente di Botricello, ha accettato la proposta di rimettersi in gioco partendo dalla seconda categoria con la scommessa US Cerva. Come è nata questa possibilità e cosa ha chiesto alla società nella preparazione dell’organico?
La categoria diventa relativa, per prima cosa a me piace lavorare e se hai un gruppo di ragazzi e una società che ha la tua stessa voglia, la categoria diventa un fattore secondario. La cosa che più mi ha sorpreso è stata vedere una società di seconda categoria che si stava muovendo già a fine giugno, questo è stato il primo segnale positivo che ho avuto da parte dell’US, poi da subito ho sentito tanto entusiasmo nell’ambiente che mi ha incuriosito a tal punto da non pensare alla categoria ma alla voglia di rimettermi in gioco. Quando ho incontrato il presidente ci siamo posti un solo obiettivo, valorizzare i giovani locali e in questo ci siamo riusciti, ne abbiamo utilizzati mediamente 5/6 ogni partita, ma dopo qualche settimana di lavoro abbiamo capito subito che, con qualche ritocco, questa rosa poteva puntare in alto.

Avete dato vita ad un campionato entusiasmante con S. Mauro Marchesato e Marcellinara, senza dimenticare il Verzino nella prima parte. Cosa ha pensato andando avanti nel percorso e, soprattutto, si aspettava di chiudere al secondo posto?
Chiudere al secondo posto dopo un inizio non particolarmente brillante non lo pensavo proprio, non dimentichiamoci che dopo 8 giornate eravamo a 10 punti dalla vetta. Però, non ti nascondo che, dopo l’esaltante rimonta, ho creduto che potevamo pure vincerlo il campionato, alla fine credo che la classifica ha dato il giusto risultato. Il San Mauro ha meritato per continuità ma, soprattutto, perché ci ha creduto tutto l’ambiente e hanno avuto un bravo allenatore, il Verzino ha pagato qualche problema interno che tutti sappiamo, fino al tracollo finale. La Nuova Valle credo abbia meritato la finale play off soprattutto per la compattezza che ha avuto come squadra e non a caso ci ha dato filo da torcere domenica scorsa, ha un reparto difensivo di tutto rispetto. Mi dispiace moltissimo per il Girifalco che è una delle squadre più giovani e più belle da vedere, almeno quando l’ho vista mi ha dato questa impressione, peccato che la classifica non dice la stessa cosa.

57 punti finali e miglior attacco con 71 reti messe a referto, Marrazzo capocannoniere con 34 reti. Tante individualità messe in mostra, da Sacco a Strignile a Borelli, passando per i Falcone ed i Berlingeri, senza dimenticare il già citato re dei bomber. Questi numeri e questi uomini vi hanno permesso di qualificarvi direttamente alla finale play off, saltando il primo turno, si aspettava un epilogo del genere? Che avversario e che gara è stata quella di domenica?
Migliore attacco? Quando in squadra giocano 8 giocatori su 11 con caratteristiche offensive, qualcuno per necessità adattato anche a difensore e, infine, hai la fortuna di avere Marrazzo come terminale offensivo, per forza diventi l’attacco più forte. Diciamo che chi ha visto le nostre partite sicuramente non si è annoiato. I ragazzi si sono fatti notare tutti, non solo i nomi che hai citato, ho avuto il blocco dei ragazzi di Cerva che ci hanno fatto sentire sempre a casa e non voglio fare altri nomi perché rischio di dimenticarne qualcuno, la mia fortuna è stata il gruppo, non è facile in seconda categoria allenarsi con costanza con 18/20 giocatori fino alla fine. Per quanto riguarda l’epilogo, dopo gli acquisti di dicembre avevo certamente la rosa più forte, era un obbligo portare l’US Cerva in prima.
La partita di domenica l’avevamo preparata per fare gol subito e non fare altri tipi di calcoli visto che avevamo 2 risultati su 3 a disposizione, ma come accennato prima abbiamo trovato un avversario molto preparato che in alcuni frangenti, con dei contropiedi, ci ha messo pure paura, poi queste partite secche sono molto difficili da giocare soprattutto per chi gioca in casa e, in un certo senso, sulla carta è favorito, però poi nei tempi supplementari loro sono stati costretti a sbilanciarsi e noi abbiamo trovato due gol con Giuseppe Borelli e Brizzi.

US Cerva per la prima volta nella storia in Prima Categoria, scene epiche per le vie del paese e, sullo sfondo, il derby della prossima stagione con i cugini del Real. Mister Domenico Elia cosa farà? Cosa le rimane di questa esperienza, immaginiamo unica?
La festa finale è stata straordinaria, non credevo che Cerva avesse tanti tifosi nero verdi visto le due squadre in paese, tantissima gente ci ha regalato un’accoglienza da categorie superiori. Per quanto riguarda i derby, sono delle partite che ti tolgono il respiro, io ho avuto la fortuna di giocarne tanti da allenatore togliendomi anche qualche bella soddisfazione, ne voglio ricordare uno in prima categoria tra Atletico Botricello e Real Botro vinto in rimonta con una cornice di pubblico impressionante, contro la squadra che poi vinse tutto, campionato e coppa Calabria.
Quando lavori per un anno in un posto e hai la fortuna pure di vincere restano tante cose, ma la cosa che porterò sempre con me è l’affetto che la cittadina di Cerva mi ha dato. Per il futuro non lo so ancora, dopo un anno di lavoro è giusto godersi un poco di riposo.

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