Home Calcio US Marano promossa, mister Bria: “Giornata indimenticabile, premiati per la cura dei particolari”

US Marano promossa, mister Bria: “Giornata indimenticabile, premiati per la cura dei particolari”

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Festa promozione Marano

Una grande sorpresa stagionale, nonché piacevole rivelazione del girone C di terza Categoria, è da considerarsi sicuramente l’US Marano. La squadra allenata da mister Bria, giovane per età ed esperienza, è riuscita a portare a casa una meritata promozione, a dispetto delle previsioni di inizio stagione, che davano per favorite altre compagini. Conclusa la stagione dietro le favorite Grimaldi e Figline, è servita la finale play off per centrare il salto di categoria. Con il tecnico del capolavoro maranese abbiamo analizzato la stagione, in un’intervista esclusiva, nei suoi aspetti più vari.

La vittoria nella finale play off sulla N.I. Colosimi ha consentito dopo più di 15 anni (Marano Principato) e più di 30 anni (Marano Marchesato) di festeggiare la promozione in Seconda Categoria. Le emozioni e le sensazioni che l’hanno accompagnata prima, durante e dopo i 90′ minuti dell’ultimo atto.
E’ stata una giornata indimenticabile. Prima del match c’era tensione, palpabile e visibile ad occhio nudo. Per me ed il mio staff è la prima esperienza, per alcuni giocatori la prima finale vista la giovane età. Normale essere tesi, normale avere un po’ di quell’ansia che, se trasformata in qualcosa di positivo, può anche essere utile a dare quel qualcosa in più. E poi l’ambiente, da tanti anni si aspettava questa giornata, quindi intorno a noi c’erano molto aspettative. Arrivati al campo è aumentata la concentrazione, è salita l’adrenalina. Eravamo coscienti di poter entrare nella storia ma per farlo serviva una grande gara contro un’ottima squadra. A prescindere dal fatto che potevamo contare su due risultati su tre e sul fattore campo. In una gara secca non puoi mai dare nulla per scontato. Poi la partita. In quel momento tensioni, ansia…scompare tutto. Si gioca e ci sei tu ed il tuo avversario. L’inizio non è stato facile. Avevamo preparato bene l’incontro grazie alle immagine del nostro Match Analyst, Alberto Celestino, che ci ha informato sui movimenti di gioco e sull’aggressività del Colosimi oltre che sulla pericolosità sulle palle inattive. Del resto avevano molto più centimetri di noi da sfruttare. Eppure abbiamo ugualmente rischiato, costruendo dal basso e cercando di lavorare sulle catene di destra e sinistra. Il problema è nato nel mezzo. Perché in campionato il Colosimi ci ha affrontato con il 4-2-3-1 mentre in finale si è affidata a un 4-3-3. Non trovavamo sbocchi sulla catena di destra dove avevamo provato diverse soluzioni. Eravamo lenti sul cambio gioco e, di fatto, questo ha agevolato i nostri avversari. Poi, il gol ospite ci ha svegliati. Anche perché abbiamo preso gol su palla inattiva laterale che abbiamo provato e riprovato in allenamento. E questo ha innescato una reazione nei ragazzi. Ho cercato di cambiare anche gli interpreti lasciando intatto il modulo 3-5-2 ma invertendo Fausto Chiappetta e Andrea De Santo. E nella partita a scacchi tra noi e loro direi che questa mossa è stata per noi utile per trovare sbocchi e fare male, soprattutto nella zona mancina. Tant’è che abbiamo raggiunto il pareggio prima dello scadere del primo tempo con Crea. Poi nella ripresa abbiamo giocato una gara atleticamente e tatticamente fantastica. Andavamo ai raddoppi e lo abbiamo fatto con ottima intensità fino al fischio finale. Non abbiamo consentito alle loro fonti di gioco di poter avere linee centrali da attaccare. E poi quel gol da apoteosi pura di De Santo. Una liberazione. Un gol che porterò con me per sempre. Abbiamo legittimato il vantaggio non consentendo palle gol agli avversari. Rispetto al primo tempo abbiamo costruito meno ma posso assicurarvi che, e non è un’eresia, si è giocato a ritmi notevolmente superiori per una Terza Categoria. E poi faceva tanto caldo e questo, vuoi o non vuoi, incide. Al triplice fischio è stato fantastico. Vedere i tifosi commuoversi insieme ai miei giocatori mi ha fatto capire quanto eravamo riusciti a compiere. Vincere non è mai facile. Farlo contro avversari di valore come il Colosimi rende la vittoria ancora più importante. Ed ovviamente consentitemi di complimentarmi con i nostri avversari. Una squadra che avrebbe meritato di più per organizzazione e qualità dei giocatori.

La squadra ha chiuso la stagione “regolare” al terzo posto della classifica (secondo attacco, 52 reti; quarta difesa, 23 reti). Ci descriva il percorso dei suoi ragazzi nelle 20 gare di campionato.
L’inizio è stato duro. Soprattutto per i ragazzi. Portare un nuovo metodo di lavoro non è facile. Abbiamo gestito sia la fase di preparazione che i mesi successivi attraverso il lavoro integrato con la palla. Lo abbiamo fatto cercando di coinvolgere i giocatori nel lavoro che facevamo abitualmente. Ognuno di loro doveva sapere cosa stava allenando e quanto stava migliorando. Rispetto all’idea di calcio passata si è lavorato molto meno a secco. Eppure le prestazioni, a detta proprio dei giocatori, sono state superiori rispetto al passato. Ovvio che, non avevamo un metro di valutazione con le stagioni precedenti essendo arrivati, io ed il mio staff, soltanto quest’anno. Però, con cadenza mensile riuscivamo a dare numeri concreti ai giocatori in merito agli allenamenti effettuati. E questo è stato utile per invogliare anche i giocatori a rendere sempre di più. Poi c’è un aspetto da considerare. In queste categorie è difficile lavorare sempre con tutti i giocatori a disposizione. Eppure vi assicuro che non abbiamo mai avuto meno di sedici calciatori agli allenamenti. Ovviamente dall’inizio alla fine dell’anno. Diciamo che non siamo stati fortunati sugli infortuni. Ne abbiamo avuti tanti, troppi (ben 13 dall’inizio della stagione). Tutti o quasi per scontri di gioco o per problematiche legate al terreno di gioco. E questo, vuoi o non vuoi, incide nel corso di una stagione. Terminata la preparazione abbiamo iniziato il campionato in trasferta a Grimaldi. Pronti via una gara importante. Siamo passati in vantaggio, poi abbiamo subito il pari. Dopo un rigore sbagliato che ci avrebbe consentito di passare in vantaggio abbiamo dovuto subire la rete avversaria e lasciare i tre punti. Ma quella partita ci ha dato tanto. Ci ha fatto capire quanto potevamo dare e quanto potevamo incidere sul nostro campionato. Siamo riusciti a fare sei vittorie consecutive (sette vittorie ed un pari nelle otto gare successive alla sconfitta dell’esordio) che ci hanno proiettato in testa alla classifica. E dire che la società ci aveva chiesto di disputare un campionato dignitoso ma non di sicuro di vertice. Ma noi volevamo vincere, come ogni squadra. E il filotto ci ha dato forza. Tanto da arrivare primi ai due scontri diretti contro Figline e Grimaldi. E in quel momento la nostra striscia si è fermata ed abbiamo subito una battuta d’arresto pesante. Dall’essere artefici del nostro destino ci siamo ritrovati terzi in un colpo solo. Abbiamo preso due schiaffi che avrebbero steso chiunque. Soprattutto squadre con poca personalità e senza spina dorsale. E’ stata dura gestire quel momento. Il più difficile della stagione. Eppure è stato in quel frangente che ho capito che potevamo farcela. E’ vero, siamo una squadra giovane ma che ha una grande personalità e che, in ogni gara, ha avuto sempre in mano il pallino del gioco (lo dicono i numeri sul possesso palla – nelle 21 gare disputate abbiamo avuto una media del 68% di possesso a nostro favore con 33 tiri subiti nello specchio della porta in 21 gare e 127 tiri fatti nello specchio della porta avversaria). Ci siamo rialzati per la seconda volta ed abbiamo lottato e giocato coscienti che arrivando a dieci punti dalla quarta potevamo festeggiare la promozione diretta senza passare dai Play-Off. Così non è stato grazie anche al grande campionato del Colosimi. E ci siamo ritrovati in finale. Un finale che tutti conoscono. Per il resto posso solo complimentarmi con i miei giocatori (non farò nomi perché sanno bene ciò che penso di ognuno di loro) e con la società del Marano che ci ha consentito di lavorare in totale serenità. Infine un ringraziamento particolare al mio staff. Il vice Antonello Greco, il Match Analyst Alberto Celestino, i preparatori Francesco Gagliardi e Teodoro Gioia, il Team Manager Eugenio Marasco. Abbiamo lavorato ogni giorno per il Marano. Preparato video sulle gare degli avversari, video sui nostri allenamenti per migliorare i movimenti, video sulle gare della domenica per migliorare alcune situazioni di gioco. Abbiamo costruito un Database che è un nostro tesoretto sui giocatori allenati in questa stagione. Una scheda per ognuno di loro che ci ha consentito e ci consente di studiare le migliori soluzioni per ogni singolo calciatore. Un lavoro certosino che ci ha premiato. E di questo non posso che ringraziare tutti i miei collaboratori. E infine un grazie ai tifosi e alle amministrazioni di Marano Principato e soprattutto a quella di Marano Marchesato che è riuscita ad esserci vicina in tutti i frangenti della stagione.

Il girone è stato valutato dagli addetti come spaccato in due tronconi, le due battistrada hanno fatto un campionato ed altre 4/5 squadre hanno battagliato per giocare l’unica finale play off disponibile. Voi siete stati i più continui, vi aspettavate questo epilogo incredibile? Una sorpresa ed una delusione del girone C.
Direi che fino a metà percorso è stato un campionato combattuto. Noi abbiamo fatto da terza incomoda. Sapevamo che Figline e Grimaldi avevano due squadre costruite per vincere. Abbiamo tenuto botta fino a quando non sono arrivati i due scontri diretti consecutivi. In quel momento si è creata una spaccatura col treno di testa. Sul profilo del gioco sapevamo che potevamo giocarcela per la vittoria finale. Così è stato anche grazie alla grande abnegazione dei giocatori che, fino alla fine, sono rimasti concentrati e determinati a regalare una storica promozione a tutta Marano. La rivelazione? Non vorrei mancare di rispetto a nessuno ma credo che proprio il Marano sia stato la rivelazione del campionato. Rispetto ad altre squadre avevamo meno storia (in riferimento agli ultimi anni e agli ultimi campionati disputati) e una rosa giovane. Non so chi, ad inizio campionato, avrebbe scommesso su una nostra promozione. Delusione? Direi Martirano Lombardo se penso al girone di andata. Sono stati primi e mi aspettavo che quantomeno riuscissero ad entrare nei Play Off. Invece, a causa di numerosi passi falsi, non sono riusciti a giocare la fase finale visti i punti di distacco dalla seconda posizione.

La prossima stagione vi vedrà impegnati nel campionato di Seconda Categoria, sfide affascinanti e stimolanti vi aspettano. State già lavorando per rinforzare la rosa? Mister Bria guiderà ancora l’Unione Sportiva Marano?
La Società è già al lavoro da tempo per preparare la nuova stagione. Per quanto mi riguarda ho ricevuto diverse proposte e ringrazio le società che mi hanno contattato e soprattutto le belle parole ricevute per la stagione appena conclusa. Se arrivano poi da società che sono di categorie importanti, beh direi che è davvero gratificante. Per noi allenatori, soprattutto per me che sono alla prima esperienza con prime squadre, è importante ricevere attestati di stima dall’esterno. Perché significa che il tuo lavoro viene apprezzato anche al di fuori di casa tua. Se sarò il nuovo allenatore del Marano? Posso dire che da anni sto cercando di aggiornarmi e di viaggiare il più possibile per studiare e tenermi al passo con i cambiamenti che il calcio impone. Aver fatto l’Ajax Academy, l’Arsenal Coaching, essere diventato Match Analyst professionista, poter frequentare ogni anno degli stage a Coverciano mi ha consentito di accrescere le mie conoscenze e costruire un mio metodo di lavoro. Una sorta di “contaminazione calcistica” che mi ha aiutato e mi ha consentito di entrare in questo mondo proponendo un calcio che ai giocatori è piaciuto. Ed è poi questa la vittoria più bella che consente di disputare una stagione importante. Per un allenatore è fondamentale che i giocatori si mettano a disposizione ed inizino a sposare la tua idea di calcio. A Marano è stato possibile. Continuare sarebbe utile per dare un seguito alla promozione di quest’anno. Certo, sarà una Seconda Categoria di livello alto viste le squadre partecipanti. Ed in tal senso ci vorrà un impegno importante della Società per cercare di fare un campionato da protagonista. Per quanto mi riguarda non nascondo che, dopo tanti sacrifici fatti in questi anni, cimentarmi con categorie superiori sarebbe uno stimolo ed un’occasione. Ma la società del Marano sa bene, sin dal primo giorno, tutto questo. E non nascondo di aver ricevuto delle chiamate. Nomi? Preferisco non farne per rispetto delle Società stesse e dei colleghi che sono ancora tesserati di queste società. Così come lo è il sottoscritto. Ora mi godo questa storica promozione che Marano meritava dopo tanti e tanti anni di attesa. Nelle prossime settimane di sicuro ci sarà un quadro più definito. Per quanto mi riguarda Marano, il Marano, i giocatori, la Società e i tifosi…resteranno tutti nel mio cuore. Qualunque cosa accada. Abbiamo fatto un piccolo miracolo sportivo. E chi ci ha seguito sa bene di cosa parlo.

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