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Eccellenze calabresi, intervista esclusiva al DS Alessio Magnone

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Il taccuino di Calabriadilettanti si riempie di una pagina con una firma autorevole, quella del direttore sportivo calabrese Alessio Magnone, approdato in estate al Gravina, formazione pugliese che milita nel girone H del campionato di serie D. Assieme a lui, abbiamo parlato del suo modo di operare in maniera un po’ atipica, sul fatto di aver scoperto calciatori di spessore, sul suo metodo di lavoro, le sue proiezioni future ed il modo di mantenere i rapporti all’interno del club.

Il calabrese Alessio Magnone, DS del Gravina (serie D, gione H)

Alessio Magnone, 31 anni, da Paola, professione Direttore Sportivo. Per chi non la conoscesse, racconti a tutti i nostri lettori come è arrivato a svolgere questo ruolo e tutta la trafila che l’ha portata, con merito, ad approdare in serie D.
È un piacere esser intervistato da voi vi seguo sempre con molto interesse. Ho smesso di giocare prestissimo, a 21 anni, per colpa di gravi infortuni, da lì presi la decisione di continuare il mio percorso calcistico iniziando come osservatore ed intermediario, prima con agenzie italiane e poi estere, quest’anno ho ricevuto diverse offerte in Italia ed ho deciso di mettermi in gioco in una piazza calorosa come Gravina.

A Giugno ha iniziato questa nuova esperienza con la FBC Gravina, società pugliese che milita nel girone H, appunto, del campionato di serie D. Cosa l’ha spinta a scegliere il progetto dei gialloblu pugliesi e come si trova in società ed in città?
Ho deciso di scegliere il progetto FBC Gravina perchè sono rimasto colpito dall’entusiasmo del DG Costantiello e dalla serietà dei soci che compogono il club, poi, mettermi in gioco in un campionato come il giorone H, che è come una serie C, era particolarmente allettante, visitai la città e rimasi colpito fin da subito dall’accoglienza dei gravinesi, una comunità fantastica.

Sappiamo che molti addetti ai lavori l’hanno soprannominata “l’uomo ombra”, perché non le piace apparire ed è molto avvezzo a lavorare sempre dietro le quinte ed a fari spenti. Se vogliamo, un percorso atipico per un DS, ma che ha dato i suoi frutti, visto che tutti riconoscono la bontà del suo operato. Cosa ci può dire in merito?
Ho sempre amato il lavoro e non la pubblicità, preferisco lavoro in silenzio e far parlare i risultati, è raro che mi vedrete durante una partita in panchina, ma sempre in tribuna a lavorare ed aggiornare il mio database, non ho mai fatto distinzione fra categorie, potrei portar anche un giocatore di promozione se soddisfa le mie esigenze, ho un criterio di selezione molto rigido basato su uno studio del TIP, non dò peso al nome, ma alle caratteristiche del singolo. Oggi si è abituati a spendere solo per il nome o su chi ti suggerisce il procuratore, così, vediamo che molti club blasonati non raggiungono mai il loro obiettivo. È vero, ho ricevuto diverse offerte negli ultimi giorni, sia dal Girone H, che da altri gironi, in molti si sono interessati al mio metodo di lavoro e ringrazio chiunque abbia speso belle parole nei miei confronti, rimarrò a Gravina finché la società lo vorrà.

Nonostante non conceda interviste e lavori da solo, molto spesso in disparte, ha scoperto tanti calciatori, che militano anche in categorie superiori. Siamo curiosi di sapere il “dietro le quinte” ma, soprattutto, tutti i ragazzi che ha portato alla ribalta.
E’ un dietro le quinte fatto di tanto lavoro, ho avuto la fortuna ed il coraggio di creare negli anni una rete di osservatori e video analist che mi permette di arrivare nei posti e nei campi più impensabili, portare un metodo di lavoro del genere in serie D non è facile, non sono molti a crederci.

Un uomo di 31 anni ha tutta una vita davanti, a maggior ragione se si tratta di un giovane dirigente affamato e preparato. Come si interfaccia all’interno del club e quali sono i suoi programmi futuri, magari i suoi desideri o anche sogni, perché no?
Ho trovato sin da subito un club che mi ha dato fiducia lasciandomi lavorare in serenità, abbiamo uno staff sia tecnico che medico molto preparato con cui ci si interfaccia quotidianamente, così come faccio con i ragazzi, mi piace soffermarmi a parlare con loro in maniera singola, si parla di tutto non solo di calcio, penso che il mio ruolo non deve esser solo il discorso nello spogliatoio, ma è importante far sentire la presenza anche nel quotidiano, loro sanno che il mio cellulare è sempre aperto e possono contare su di me per qualsiasi cosa. Chiunque ha un sogno nel cassetto, magari poter lavorare nel professionismo, nella mia regione.

Ci parli un po’ della sua squadra, essendo una testata calabrese non la conosciamo, ma vista la sua presenza ne siamo un pò tifosi anche noi. State navigando a metà classifica, vi siete tolti alcune soddisfazioni ed avete offerto prestazioni di livello. Dove pensa possa arrivare questa squadra e cosa c’è da migliorare per ottenere l’obiettivo prefissato?
La mia squadra fatta da ragazzi fantastici, fra le caratteristiche che cerco in giocatore vi sono anche le qualità umane e posso dir tranquillamente di non aver sbagliato niente sotto questo aspetto, oggi il Gravina è una squadra che sa giocare a calcio, ha molta qualità ed è una squadra giovane, noi puntiamo alla salvezza il prima possibile e poi… chissà… penso di non dover ritoccare niente, mi tengo stretto ognuno di loro.

Da calabresi a calabrese, non possiamo esimerci dal chiederle un’opinione sul nostro calcio. In generale, cosa si sente di dire? Segue qualche campionato calabrese in particolare?
Certo, seguo tutti i campionati che si svolgono in Italia ed all’estero, ma un occhio di riguardo l’ho sempre per la Calabria, vi sono molti talenti che meriterebbero una chance in categorie superiori, seguo molto l’eccellenza e la Paolana, che spero risalga al più presto la china e sono convinto che riuscirà a salvarsi, Paola merita altri palcoscenici.

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