Home Calcio Giuseppe Saladino: “L’allenatore è un uomo solo al comando!”

Giuseppe Saladino: “L’allenatore è un uomo solo al comando!”

8 min. di lettura
0
0

Se dovessi fare una riflessione sulla figura dell’allenatore vorrei partire da una breve premessa: l’allenatore di ieri era colui che si trovava a fare delle scelte (non solo tecnico-tattiche) in completa autonomia senza nessun tipo di supporto. Era un autodidatta, poco aggiornato e solitamente era additato per le “scomode” decisioni prese, il classico “sergente di ferro”.

Nel tempo questa figura si è evoluta, si è contornata di uno staff di persone capaci e specializzate (allenatore in seconda,preparatore atletico, mental coach, ecc.) sempre pronte ad insinuare dubbi e perplessità, o a supportarlo nelle scelte. L’allenatore ha acquisito molte più competenze rispetto al passato grazie ai corsi allenatori, ai supporti informatici, attuando un vero e proprio approccio personalizzato nel miglioramento della performance. Sebbene abbia molte più competenze, oggi l’allenatore deve avere bene in mente le metodiche di miglioramento della prestazione, capacità comunicative e relazionali ma, pur dotandosi di staff competenti, di fondo, rimane la sua grande solitudine nell’attuare scelte decisive. L’allenatore del futuro lo vedo più “aziendalista”, nel senso buono del termine, colui che condivide le scelte della Società, migliorando il parco giocatori, capitale della società stessa. Dovrà essere pronto per nuove sfide all’estero acquisendo conoscenze e competenze, aggiornandosi continuamente. L’allenatore del futuro non dovrà però mai perdere di vista la base da cui è partito, la passione che è la ragione che lo ha fatto avvicinare al suo sport e non potrà mai dimenticarsi della condivisione, non solo degli obbiettivi ma anche dei sorrisi, della gioia del giocare, dello stare insieme, del confronto e dell’apertura all’altro.
“C’era una volta un Uomo, un uomo solo al comando fin da bambino quest’uomo aveva un sogno da realizzare. Provava emozione nel sentire l’odore dell’erba appena tagliata, il rotolare del pallone per le vie del suo paese, quel pallone che amava talmente tanto persino da stringerlo a se prima di dormire. Quante soddisfazioni nel vedere la rete della porta gonfiarsi con i suoi goal quante escoriazioni alle ginocchia quasi fossero cicatrici di guerra ma quanta gioia nei suoi occhi illuminati dall’ardore di risultato. Sacrifici, delusioni, porte chiuse in faccia ma sempre con la testa alta come quando si colpisce il pallone cammino lungo e faticoso.
Poi questo bambino si è fatto uomo e da giocatore è diventato allenatore, ma da allenatore quante volte ha sentito quell’obbligo di perseguire il risultato?
Negli anni l’iniziale passione si è trasformata in dovere e quel dovere è diventato insostenibile pesantezza, sofferenza fino a raggiungere la solitudine. L’ uomo solo al comando, solo con la sua passione quasi incapace di trasmettere l’emozioni da ​sempre provate. Ed allora ecco in lontananza giungere in soccorso la condivisione fatta di sorrisi, di mani tese e di abbracci calorosi :quell’uomo solo si è lasciato catturare dall’entusiasmo dei suoi ragazzi, quell’uomo che primordialmente ha contaminato la sua squadra nell’appassionarsi allo sport, ha trovato in essa la forza di risalire quella stessa squadra lo ha appagato nello spirito ; l’Uomo solo al comando ha ricominciato a sentire l’odore dell’erba così quella sete di risultato, si è trasformata proprio in condivisione di obiettivi. La competizione, l’avidità e l’egoismo hanno così lasciato spazio alla condivisione. Condivisione di sorrisi, di gioia, di libertà, di inclusione oltre le barriere e i pregiudizi di una società che ti vuole per forza campione.
Questo il suo obiettivo, L’obiettivo di un uomo che non è più solo che sogna un calcio condiviso non solo di campioni ma fatto di storie di vita quotidiana, di sogni irrealizzati e tutto questo grazie alla passione che è diventata condivisione nello sport come nella vita”. Questo è quello che sarà per me l’allenatore del futuro: un uomo solo al comando, competente, ma che si appassiona e sa condividere con gioia la sua professione.

Carica altri articoli
Load More By Redazione Calabriadilettanti.it
Load More In Calcio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe anche interessare

Cambio denominazione, Sede, Fusioni e Scissioni: domande entro il 25 Giugno

E’ stato pubblicato dal Comitato Regionale Calabria il comunicato con le prime info …