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Il calcio è integrazione! L’esempio dei Rangers Corigliano

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Di Matteo Monte – Il calcio dilettantistico forse non sarà tecnicamente spettacolare quanto quello professionistico ma di certo coinvolge ed emoziona. E non solo per quanto accade in campo.
In questi giorni è riscoppiata la polemica sul razzismo nel calcio, tra i buu degli stadi e la tanta ipocrisia di contorno. Noi raccontiamo cosa accade invece alle nostre latitudini. La foto è di quelle da incorniciare. Festa di Natale dell’anno scorso, a tavola tutta la società dei Rangers Corigliano. La formazione fondata l’anno scorso, quest’anno in seconda categoria dopo la vittoria nel play off della scorsa annata, ha tra le proprie fila tanti ragazzi provenienti da altre nazioni. E la stella di questa squadra è proprio un ragazzo del Gambia, Essa Lowe. Più di venti gol, esultanze sempre stravangati e tanta simpatia. Lowe nelle interviste parla sempre della squadra come di una famiglia, il presidente onorario Vincenzo Gallo racconta di come siano stati accolti dal gruppo questi ragazzi:«Isa è solo un esempio di quanto il calcio possa aiutare questi ragazzi. Integrarsi partita dopo partita, allenamento dopo allenamento diventa un fatto naturale. Noi abbiamo accolto Lowe ed altri ragazzi provenienti da svariate nazioni come figli. I Rangers sono una famiglia, il calcio deve unire sempre e comunque. Purtroppo nel professionismo, ma anche nelle serie minori c’è odio, frustrazione, veleno, noi preferiamo il divertimento e lo stare insieme, questo ‘è il calcio che ci piace».

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