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Intervista esclusiva al tecnico Cirillo, grande esperto di prime squadre e settore giovanile

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Calabriadilettanti.it torna con un’intervista esclusiva, a cura di Domenico Caracciolo, che ha avuto modo di parlare approfonditamente con il tecnico Massimo Cirillo. Allenatore di comprovata esperienza, con gavetta in lega pro e serie D, dove lo ricordiamo nell’esperienza di Isola Capo Rizzuto come vice di Mesiti, ma reduce da due stagioni alla guida dell’under 15 del Crotone.

Domanda a brucia pelo, quanto c’è di vero sulla notizia che lo vedrebbe vicino alla panchina del Cotronei, nel massimo campionato regionale?
Fino a ieri c’era qualcosa, ma è tutto finito senza un nulla di fatto.

Quindi possiamo dire ufficialmente che è sul mercato? Dall’alto della sua esperienza, meglio il settore giovanile o le prime squadre?
Si, sono alla ricerca di un’esperienza che mi possa aiutare a crescere, dove, conta relativamente poco. Nelle prime squadre ho fatto il secondo in serie D o il collaboratore in lega pro e mi piacerebbe iniziare a guidare una squadra che ha una struttura interessante e che abbia l’ambizione di valorizzare qualche giovane o provare a fare il salto di categoria. Per quanto mi riguarda, l’esperienza che ti lascia la prima squadra a livello di rapporti umani è superiore, mentre nel settore giovanile ti senti responsabile sia della crescita tecnica ma, soprattutto, umana del giovane atleta. E comunque anche il settore giovanile potrebbe darci qualcosa in più, ma i genitori riempiono la testa ai propri figli di aspettative e alibi che indeboliscono il carattere del giovane calciatore.

Parliamo di settore giovanile, molti sostengono si trovano più ragazzi come in passato e che non ci sono allenatori dediti come in passato, qual è il suo pensiero?
Il problema reale è che i ragazzi non giocano più per la strada e sono meno propensi al sacrificio e forse è anche così per gli allenatori che vorrebbero allenare giovani già pronti e preparati.

A proposito dello scarso sacrificio da parte dei ragazzi, il fatto di avere tutto incide, ma secondo lei si può migliorare il lavoro nei settori giovanile e cosa nello specifico?
Per fortuna non possiamo fare di tutta l’erba un fascio… Spetta cmunque a noi che abbiamo i ragazzi 15/16 ore a settimana cercare di aiutare l’atleta a 360° rendendoci disponibili, di supporto alla famiglia e alla scuola, mentre spesso veniamo visti come quelli che mettono il bastone fra le ruote. Nello specifico, si potrebbero migliorare le strutture (per fortuna parecchie società si stanno attrezzando), rendere più attivo il calciatore attraverso una scoperta guidata durante le attività, facendolo ragionare e non usandolo come mero esecutore. Togliere la classifica fino all’under 16, cosa che qualcuno non digerisce perchè ama farsi notare attraverso i risultati pensando chè è lui che vince e non la squadra. Un’altra regola che si potrebbe integrare fino all’under 16 è obbligare le sostituzioni entro il 15° minuto del secondo tempo e per infortunio far entrare di nuovo qualcuno sostituito.

Mister Cirillo cosa si aspetta dal futuro?
Un’esperienza che mi dia la possibilità di crescere sia professionalmente che caratterialmente. Da un punto di vista professionale sono una persona che cerca costantemente di migliorarsi, quindi, in un prossimo futuro cerco un’opportunità che mi dia la possibilità di crescere ulteriormente.

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