Home Calcio Mesoraca, senti mister Varacalli: “Il calcio è un sentimento, torneranno i bei momenti”

Mesoraca, senti mister Varacalli: “Il calcio è un sentimento, torneranno i bei momenti”

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Sul nostro taccuino, in questa occasione, l’intervista a cura dell’ufficio stampa dell’ASD Mesoraca a mister Raffaele Varacalli.

Buongiorno mister, come va? Le manca il campo?
Salve a tutti. Diciamo tutto bene, sono più di 40 giorni e adesso si fa veramente sentire la mancanza del campo. Manca molto la quotidianità degli allenamenti a me ed ai miei ragazzi!

Cosa le manca di più di questo fantastico sport?
Il calcio fa parte della mia vita da più di 30 anni ormai. Sia tra professionisti che nei dilettanti, con vari ruoli. Sono stato calciatore, osservatore per squadre professionistiche ed allenatore. Mi manca tutto. Mi mancano i miei ragazzi, lo spogliatoio, l’adrenalina della partita, la preparazione della partita, il confrontarsi con i miei giocatori.
Il calcio è uno sport collettivo, si condividono tante cose che poi alla fine vanno oltre lo sport. A me piace instaurare rapporti con i miei calciatori, per questo ognuno di loro mi manca. Non sono solo io a dare ma sono, soprattutto, loro che mi danno tanto. Del calcio, oltre la palla, mi manca il rapporto umano con i miei ragazzi.

Pensa che un giorno potremo tornare a giocare a calcio senza la paura di abbracciarci per esultare ad un gol?
Credo e spero proprio di sì, ci vorrà ancora un po’, ma alla fine ritorneremo ad abbracciarci di nuovo, come abbiamo fatto finora, in campo. Ci vorrà un po’ di pazienza. Il calcio è un sentimento. Senza abbracci e senza contatto umano non vale la pena giocare. Abbracciare un compagno che ha appena marcato un gol, che ha appena parato un tiro o salvato un gol sulla linea è una delle cose più belle. Ritorneranno questi momenti. Senza fretta però.

Vuole dare un consiglio a chi ci legge da casa su come affrontare questo periodo?
Il suggerimento che mi permetto di dare è di non fermarsi mai. Fare cose che ci piacciono e che magari avevamo accantonato quando il nostro ritmo di vita era frenetico. Io ho apprezzato il tempo libero leggendo e aggiornandomi sul mio lavoro. Ho avuto modo di stare di più in famiglia ed apprezzare tantissime cose. Spero che ognuno sia riuscito a rispolverare le sue qualità nascoste. Magari di chef, pasticcere, riscoprendo il piacere della lettura e di vivere appieno la propria famiglia. Un altro suggerimento che mi sento di dare è di allenarsi. Mantenere una buona condizione fisica è molto importante. Per la testa, in particolar modo.

Quali sono i suoi progetti futuri?
A livello personale, riparto con lo scouting per società professionistiche, aggiornamenti e corsi per i vari patentini FIGC. E poi, in collaborazione con l’ASD Mesoraca Calcio, con questi ragazzi straordinari che stanno dimostrando le loro capacità sportive e umane, c’è il progetto di migliorare in modo radicale la mia scuola calcio “Polisportiva Forza Ragazzi”.
Lì voglio investire molto del mio tempo e tutte le mie competenze. Abbiamo tanti bambini ed è arrivato il momento di dare la possibilità di vivere il calcio in un ambiente sano e con istruttori competenti. È arrivato il momento di fare il salto di qualità. Fare sport in modo sano può aiutare i nostri bambini a crescere e vivere meglio. Per la Prima Squadra, invece, il discorso non cambia. Il progetto è ambizioso perché Mesoraca merita davvero altre categorie sia come paese, sia come società.

Quanto le dispiace non poter concludere il campionato?
La cosa più importante è la salute in questo momento. Non vorrei mai riprendere a giocare in condizioni del genere. Prima dobbiamo sconfiggere definitivamente questo brutto mostro. Ovviamente mi dispiacerebbe molto non concludere il campionato. È stata un’annata da record, ho iniziato a guidare la squadra dalla seconda giornata ed abbiamo vinto 14 partite su 14. Per me è stato motivo di grande soddisfazione personale ma anche per il mio paese a cui devo molto. Sono molto contento e orgoglioso dei miei ragazzi, penso di aver trasmesso loro il mio modo di vedere il calcio. Un calcio fatto di personalità, coraggio. Bisogna provare la giocata senza nessuna preoccupazione di sbagliare e credere sempre in se stessi. La mia squadra non deve mai avere paura di nessuno, chi vince contro di noi deve essere bravo e noi gli faremo i complimenti.
Spero vivamente che presto potremmo ritornare a vivere la quotidianità dello sport perché manca veramente a tutti. Specialmente ai tifosi che sono il motore dell’intero movimento calcistico. Un saluto affettuoso a tutti i protagonisti del calcio dilettantistico. In particolare ai meravigliosi ragazzi della mia squadra e società. Torneremo presto a sfidarci ed a fare amicizie sul nostro rettangolo verde preferito.

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