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Sangiorgese, una gioia che parte da lontano. Ma la promozione ha un nome ed un cognome…

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L’omaggio della squadra a Giorgio Fazari

Finalmente un sorriso, quello dipinto sul volto di ogni componente della Sangiorgese, dopo la promozione della squadra in seconda categoria. Momenti di gioia che fanno seguito ad un grande dolore, quello per la perdita di un amico, di un calciatore che ha lottato fianco a fianco per questi colori, ma che non ha potuto festeggiare assieme ai suoi compagni. Il destino della vita, a volte, è crudele, ma l’impresa della Sangiorgese gli avrà strappato un sorriso fin lassù. La seconda categoria sbarca a San Giorgio Morgeto ed ha un nome ed un cognome, quello impresso nella mente di ogni singolo componente di questa società e di questa squadra. Una promozione sudata, voluta, una dedica che non poteva mancare, una promessa che era un debito. Adesso è il momento di riprendere a vivere, adesso è il momento di esultare per la Sangiorgese.
Ventiquattro punti in tredici gare, terzo posto nel girone H di terza categoria, ed i giochi sono fatti. Un cammino lineare, concluso con la vittoria con la Taurianovese che era una sorta di play off anticipato, che si è rivelato poi decisivo, alla luce dello stop per il lockdown. Giorgio starà festeggiando, questo è sicuro. L’analisi sulla stagione dei gialloblu assieme al presidente Fabrizio Carpentieri.

Una formazione della Sangiorgese

Una promozione che arriva come una liberazione. Il salto di categoria della Sangiorgese ha un nome e cognome. L’avevate promesso e le promesse sono state mantenute. Ci racconti la gioia dopo il verdetto e la stagione della sua squadra.
Esattamente! La promozione in seconda categoria è stata dedicata a Giorgio Fazari “Mondino”. All’inizio di quest’anno ci eravamo posti quest’obiettivo in sua memoria. Appena saputo delle decisioni della Lega, la gioia è stata immensa, anche perché è stato un anno davvero particolare per tutti noi, non è stato facile scendere in campo la domenica, ma il mister e i ragazzi sono riusciti a trovare gli stimoli e la voglia per puntare ai primi posti. Abbiamo giocato per lui e lui con noi.

L’anno scorso avevate chiuso a metà classifica, in questa stagione un deciso salto di qualità con il terzo posto finale. Che Sangiorgese è stata quella 2019/2020, dove pensa di aver portato a casa l’ambito traguardo?
Penso che quest’anno il salto di qualità sia stato fatto dal punto di vista mentale e della maturità, infatti la squadra ha sempre dato l’impressione di potersela giocare con tutti. Ma è un percorso che parte da lontano, lo zoccolo duro della squadra è composto da ragazzi che ormai si allenano e giocano insieme da diversi anni, questo li ha portati a crescere e a migliorare in esperienza e convinzione nei propri mezzi. È evidente come l’ultima partita vinta in casa contro la Taurianovese, alla fine, sia stata decisiva.

Un torneo lineare, il vostro. Sette vittorie, tre pareggi e tre sconfitte. Una proiezione che vi avrebbe portato certamente a disputare i play off. Il lavoro svolto da mister Raso alla fine ha pagato. Cosa avete avuto più delle altre? La corsa al terzo posto era abbastanza serrata, ma l’avete spuntata alla grande.
È stato un bel percorso, emozionante per certi versi, avremmo potuto fare qualche punto in più ma, purtroppo, a volte siamo stati penalizzati dagli episodi. Non c’era nulla di scontato quest’anno, infatti il girone era composto da ottime squadre e ben organizzate, ma noi ci abbiamo sempre creduto e alla fine abbiamo ricevuto il giusto premio. Merito anche di un gruppo unito dentro e fuori dal campo e di grandi valori dal punto di vista umano. Il mister ha fatto un grande lavoro, ci tengo a sottolineare come quest’anno siano stati inseriti in pianta stabile diversi giovani, che spesso hanno fatto la differenza e questo ci rende orgogliosi della nostra scelta.

Avete portato un piccolo comune di tremila anime in seconda categoria e adesso, forse, verrà la parte più difficile. Come vi state organizzando per la prossima stagione? Cosa bolle in pentola a livello organizzativo, tecnico e di organico?
Penso che il calcio e lo sport in generale sia un grande veicolo di aggregazione e di conseguenza un elemento fondamentale a livello sociale, in modo particolare in un piccolo centro come il nostro. Spero che il risultato ottenuto sia stato motivo di orgoglio e di soddisfazione per tutta la comunità Sangiorgese. Adesso è già tempo di pensare al prossimo anno, vogliamo continuare a crescere e a migliorare, per questo stiamo ampliando il quadro dirigenziale che è molto importante, ma insieme al mister abbiamo anche le idee chiare su dove intervenire per migliorare la rosa. Abbiamo fortemente voluto il salto di categoria e ci impegneremo al massimo tutti insieme per disputare un ottima stagione.

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