Home Beach Soccer Web Clinic tra il ct Del Duca e gli allenatori della Serie A: Beach Soccer tra passato, presente e futuro

Web Clinic tra il ct Del Duca e gli allenatori della Serie A: Beach Soccer tra passato, presente e futuro

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Si è svolto quest’oggi il confronto in collegamento web tra il ct della Nazionale Italiana di Beach Soccer Emiliano Del Duca e gli allenatori della Serie A, il Campionato organizzato da 16 anni dalla Lega Nazionale Dilettanti. L’evento organizzato dal Dipartimento BS LND è riuscito nel suo intento, ovvero far incontrare i protagonisti del mondo del beach soccer per condividere dati, skills, idee, competenze e metodi di allenamento. Al web clinic hanno partecipato i tecnici Luca Della Negra, Andrea Sannino, Walter Pellegrino, Salvatore D’Augello, Sirio Silvestri, Fabrizio Belluso, Oliviero Di Lorenzo, Stefano Santini, Andrea Brambilla, Nino Nosdeo, Elio Aielli, Gianluca Flamini, Mario Giuffrida, Andrea Perra, Nicola Lami, Stefano Spada, Gianluigi Mardente, Massimiliano Belluomini, Giuseppe Soria, Alessio Cicerani, Francesco Corosiniti, Fabio Panizza e Angelo D’Amico. Tutti insieme hanno analizzato il passato e il presente dello sport più popolare dell’estate per anticipare e programmare il futuro.

Il CT Del Duca

Del Duca ha illustrato la crescita graduale ma esponenziale della Nazionale nelle varie edizioni della FIFA BEACH SOCCER WORLD CUP per arrivare al titolo di Vice Campione del Mondo conquistato nel 2019, miglior risultato di sempre insieme a quello del 2008. Del Duca ha iniziato ad illustrare il 2019 a partire dalle qualificazioni ai Mondiali “L’ultima stagione è stata molto intensa, siamo stati impegnati oltre 200 giorni. Le FIFA Qualifiers sono state il primo grande evento del 2019 in cui abbiamo battuto i futuri campioni del Mondo del Portogallo. Abbiamo vinto la Medaglia d’Oro ai Giochi Europei del Mediterraneo. E’ stata un’annata fantastica. I risultati della Nazionale sono il frutto del lavoro anche dei tecnici dei club che stanno crescendo insieme al movimento preparando giocatori completi”.
L’Italia all’ultimo Mondiale in Paraguay ha sciorinato numeri importanti: miglior attacco della competizione con 38 gol segnati, prima squadra per falli subiti (50), seconda nazionale meno fallosa (32 interventi), terza per conclusioni effettuate (283) e sempre sul podio per tiri nello specchio della porta (103). In particolare Del Duca ha illustrato i dati emersi dalle sfide dei Quarti, Semifinali e Finale con Svizzera, Russia e Portogallo.
Una domanda posta ai colleghi dal ct Emiliano Del Duca ha suscitato grande partecipazione: quanto è cambiato questo sport negli ultimi 16 anni da quando è stata ufficializzata dalla LND la Serie A? Il livellamento verso l’alto e la qualità della Serie A sono sottolineate da un dato oggettivo: gli ultimi cinque scudetti sono stati vinti da quattro squadre diverse. Sono migliorate le metodologie di allenamento, la preparazione fisica e la velocità del gioco. Anche il ruolo del portiere si è trasformato condizionando sempre più le tattiche delle squadre come hanno dimostrato Italia e Russia. Una grande cura dei dettagli per uno sport ormai maturo.
Il focus del clinic si è spostato sugli scenari futuri, sulle singole nazionali e club, quelli che hanno proposto qualcosa di nuovo per tattica, atteggiamento e caratteristiche.
Tornando al Mondiale. l’Italia svetta solitaria anche per quanto riguarda i gol segnati al volo, la caratteristica principale del beach soccer: 8 le reti azzurre, le altre squadre non sono andate oltre le due firme. Da questo dato si è partiti per aprire un confronto fondamentale nel percorso di analisi dell’importanza di questo aspetto per vincere le competizioni, i numeri dicono il contrario ma un allenatore snaturerebbe la filosofia di questo sport solo per ottenere la vittoria fine a se stessa? Tutti i tecnici sono concordi che contano le idee, l’applicazione costante e la credibilità, poi qualche compromesso fa parte del gioco ma non deve incidere più di tanto.
Le valutazioni hanno abbracciato tutto il Mondiale per stimolare argomenti di confronto: il 70% dei gol sono arrivati al massimo dopo un passaggio, nei 32 matches sono stati segnati in media 8,9 gol, 286 in tutto dei quali il 63% nell’area e il 37% nel terzo periodo, 65 sono scaturiti dai tiri liberi. Quest’ultima caratteristica del gioco sta diventando sempre più incisiva nel determinare le sorti delle partite. Quel 70% ha attirato molto l’attenzione dei tecnici partecipanti a questo primo clinic.
Altro dato interessante riguardo al Mondiale, un aspetto che il pubblico non coglie ma che invece è importante nel beach soccer moderno, quante volte una squadra ha rubato palla all’avversario: l’Italia si è piazzata al quarto posto con 33 situazioni ribaltate. Fa riflettere analizzare che le prime tre squadre in questa classifica non hanno brillato al Mondiale tranne la prima: la quarta Giappone, Senegal e Svizzera mentre la vincitrice Portogallo e la terza Russia sono nelle ultime posizioni in questa particolare graduatoria.
Sempre nel Mondiale, dai dati FIFA mostrati dal ct Del Duca, sui tentativi di attacco con la sfera in area l’Italia è al secondo posto (45) dietro al Paraguay. Le altre tre dei primi quattro posti al Mondiale sono dietro. Per i gol segnati in area il Brasile è primo assoluto (20) ma sappiamo che il Mondiale verdeoro è stato tutto tranne che fenomenale. Italia, Russia e Portogallo si sono fermate a 12/11 gol in the box eppure hanno dominato la competizione. Il Giappone arrivato quarto non è andato oltre gli otto gol in area. A riguardo le osservazioni dei tecnici si sono focalizzate sulla qualità dei giocatori messi nelle condizioni ottimali per esprimere le loro caratteristiche.
I numeri dei Mondiali confermano che se una squadra vuole vincere deve arrivare al gol con due o più passaggi. Tranne l’eccezione Brasile (9), le prime quattro primeggiano in questa classifica, Giappone (9), Portogallo e Russia (8), Italia (6). Allargando la valutazione il dato conferma la propria forza, chi segna con due o più passaggi comunque ottiene un risultato: le 60 squadre che lo hanno fatto, sono passate al turno successivo.
Gli attacchi diretti sono sinonimo di efficacia, lo ha ribadito l’ultimo Mondiale: Brasile, Italia e Portogallo lo hanno fatto, il Giappone no, e i risultati di verdeoro e nipponici stonano con questo dato.
Il Beach Soccer è uno sport veloce che non ha soste e non ammette distrazioni, al Mondiale il 40% dei gol sono arrivati dalla ripresa del gioco, chi non c’è riuscito non ha passato il turno. Portogallo e Brasile sono maestri in questa abilità, l’Italia è ancora dietro ma di poco.
Gli sport americani insegnano, ormai la gestione e l’ottimizzazione degli ultimi secondi delle partite sono sempre più importanti, il Beach Soccer è l’esempio più lampante. Non tutti riescono a sfruttare questi momenti. Alcuni allenatori hanno ammesso che nel tempo si sono concentrati sempre di più sul terzo tempo che è sempre più decisivo quando uno sport sale di agonismo.
Interessante anche il paragone tra la Serie A 2019 e gli ultimi Mondiali: la media gol è quasi identica, 9% e 8.9%, mentre sull’efficacia dei tiri liberi i club italiani si sono fermati al 14% mentre le nazionali sono arrivate al 23%.
Statistiche e numeri che potrebbero essere fini a sé stessi se non fossero letti in modo corretto e utilizzati per capire alcune prestazioni, caratteristiche e peculiarità delle squadre. Dal confronto odierno è emersa la differenza di approccio tra i mister italiani riguardo l’uso delle analisi statistiche. L’idea che è emersa è lo studio dettagliato degli avversari che è diventato sempre più meticoloso.
L’ultimo dato analizzato si è dimostrato molto contraddittorio perché ha toccato la visione di questo sport di ogni singolo allenatore. La Nazionale con l’età media sotto i 30 anni nei primi tempi ha ottenuto risultati altalenanti. Dal 2009 è stata ringiovanita ed ha iniziato ad alzare trofei dal 2017 quando l’età media ha superato i 30 anni. Stesso discorso anche per la Serie A, più si è alzata l’età dei giocatori più è diventato un Campionato importante, Dai numeri sembra che il giocatore vincente di Beach Soccer debba avere 29 anni ma senza giovani non c’è futuro per uno sport, è tempo di promuovere un campionato under 18.

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